COS’È UN CEPPO PROBIOTICO E PERCHÉ CONOSCERLO FA LA DIFFERENZA

CEPPO, SPECIE E FAMIGLIA: UNA QUESTIONE DI IDENTITÀ
Immagina di trovarti in una grande città popolata da milioni di persone. Ognuno ha un nome, un cognome, una personalità e un ruolo preciso nella società. Allo stesso modo, anche i microrganismi possiedono un’identità unica. Nel mondo dei batteri, questa “identità” è definita dal ceppo. Ma cosa significa esattamente e perché è così importante?
Per comprenderlo meglio, occorre guardare alla classificazione degli esseri viventi. Sia gli esseri umani che i batteri sono organizzati secondo un sistema tassonomico che suddivide le specie in gruppi via via più specifici.
LE CATEGORIE TASSONOMICHE
La tassonomia è la scienza che si occupa di classificare gli esseri viventi e prende il nome dalle parole greche “taxis” (ordine, disposizione) e “nomos” (legge, norma). Questo sistema di classificazione si sviluppa su diversi livelli gerarchici, partendo dai gruppi più ampi fino ad arrivare a quelli più ristretti e specifici.
Nel regno degli esseri viventi, la classificazione parte da categorie molto generali, come il dominio e il regno, per poi restringersi progressivamente attraverso phylum, classe, ordine, famiglia, genere e specie. Tuttavia, per comprendere meglio il mondo dei batteri e dei probiotici, ci concentreremo sulle ultime quattro categorie: famiglia, genere, specie e ceppo.
Questa suddivisione può essere vista in parallelo anche nella classificazione degli esseri umani secondo la biologia evolutiva:
- La famiglia, in termini biologici, rappresenta un gruppo ampio di organismi con caratteristiche evolutive comuni. Per esempio, gli esseri umani appartengono alla famiglia degli Ominidi (Hominidae), che include anche scimpanzé, gorilla e oranghi. Nei batteri, una famiglia batterica riunisce diversi generi con caratteristiche comuni.
- Il genere è una categoria più ristretta: gli esseri umani appartengono al genere Homo, che include anche alcune specie estinte come l’Homo neanderthalensis. Nei batteri, il genere identifica gruppi di microrganismi con tratti biologici simili.
- La specie è ancora più specifica: nel caso umano, la nostra specie è Homo sapiens, mentre nei batteri una specie è un insieme di microrganismi con caratteristiche genetiche e funzionali comuni.
Tuttavia, con il ceppo si interrompe il parallelismo tra la classificazione degli esseri umani e quella dei batteri. In biologia, un ceppo è un gruppo di individui selezionati per uno o più caratteri specifici e derivati da un progenitore comune. Nel caso più particolare dei batteri, il ceppo (detto anche stipite batterico) rappresenta una popolazione omogenea derivante da un singolo isolamento. Tra i diversi stipiti di una stessa specie batterica possono esistere differenze anche sostanziali, come una diversa sensibilità agli antibiotici, la capacità di produrre metaboliti specifici oppure sostanze difensive come le batteriocine, o la presenza di strutture cellulari con funzioni differenti.
Nella specie umana, non è possibile parlare di ceppo in questi stessi termini. Ogni individuo è unico e possiede tratti distintivi irripetibili, sia a livello genetico che fenotipico. Anche due fratelli, pur condividendo gran parte del loro patrimonio genetico, possono presentare differenze significative nelle caratteristiche fisiche, nelle capacità cognitive e nelle attitudini motorie. Se nei batteri il ceppo definisce un sottoinsieme con caratteristiche specifiche, negli esseri umani questa specificità è propria del singolo individuo.
IL CEPPO: UN CONCETTO CHIAVE NEI PROBIOTICI
Ora che abbiamo chiarito cosa si intende per ceppo batterico, è evidente che, nel caso dei batteri probiotici, non tutti gli appartenenti alla stessa specie hanno gli stessi effetti benefici. Pensare il contrario sarebbe un errore: proprio come due individui della stessa famiglia possono avere abilità molto diverse, lo stesso vale per i ceppi batterici.
Le differenze tra i ceppi probiotici possono influenzare aspetti fondamentali come:
- La sopravvivenza nel tratto gastrointestinale
- La capacità di aderire alla mucosa intestinale
- La produzione di sostanze benefiche
- L’interazione con il microbiota e il sistema immunitario
Per questo motivo, quando si sceglie un probiotico, è essenziale conoscere non solo la specie, ma anche il ceppo specifico, poiché è proprio quest’ultimo a determinare le sue proprietà e i suoi benefici reali.
COME VIENE CONVALIDATA LA SPECIFICITÀ DI UN CEPPO PROBIOTICO?
Quando si parla di probiotici, non basta sapere che un batterio appartiene a una certa specie: per essere considerato efficace, un ceppo specifico deve superare una serie di verifiche scientifiche.
Il primo passo è la caratterizzazione genetica. Ogni ceppo ha un DNA unico, che determina le sue funzioni e la sua capacità di apportare benefici all’organismo. Grazie al sequenziamento del genoma (WGS), i ricercatori possono confermare che il ceppo rimane stabile nel tempo e mantiene le sue proprietà anche dopo essere stato prodotto in lotti diversi.
Poi ci sono le proprietà funzionali, che vengono attentamente studiate. Alcuni ceppi probiotici, ad esempio, sono in grado di produrre particolari enzimi, interagire con il sistema immunitario o aderire alla mucosa intestinale, e queste caratteristiche possono variare anche all’interno della stessa specie.
Un altro aspetto fondamentale è l’efficacia clinicamente dimostrata. Non basta sapere che un ceppo ha determinate proprietà in laboratorio: per essere realmente utile, deve aver dimostrato i suoi benefici in studi clinici controllati. Solo così si può essere certi che il suo effetto sia concreto e riproducibile.
La stabilità fenotipica è un altro criterio importante. Anche se possono verificarsi piccole variazioni genetiche, un ceppo probiotico deve mantenere nel tempo le sue caratteristiche principali, ed è per questo che viene selezionato e coltivato in condizioni controllate.
Infine, c’è la questione della sicurezza, un requisito imprescindibile per qualsiasi probiotico destinato all’uso umano. Prima di essere commercializzato, un ceppo deve superare rigorosi controlli per escludere ogni potenziale rischio per la salute.
Tutti questi passaggi servono a garantire che un ceppo probiotico non sia solo “uno dei tanti”, ma un elemento unico e ben caratterizzato, con benefici reali e dimostrati per la salute.
HAFNIA ALVEI HA4597®: UN CEPPO “ALTAMENTE SPECIALIZZATO” CON UNA MISSIONE UNICA
La specie Hafnia alvei è conosciuta anche per il suo impiego come starter nella produzione di formaggi come il Camembert. Tuttavia, non tutti i ceppi di questa specie sono uguali: Hafnia alvei HA4597®, contenuto in Satilia®, si distingue nettamente dagli altri.
Dal punto di vista tassonomico, Hafnia alvei HA4597® appartiene alla famiglia delle Enterobacteriaceae, al genere Hafnia e alla specie Hafnia alvei, ma il suo specifico ceppo HA4597® è stato identificato e caratterizzato per proprietà specifiche, in particolare per la produzione elevata della proteina ClpB, un tratto che lo differenzia dagli altri membri della stessa specie.
ClpB è una proteina particolare, coinvolta nella regolazione della sazietà, poiché imita l’azione dell’α-MSH, un ormone che gioca un ruolo chiave nel controllo della fame. Grazie a questa proprietà esclusiva, Hafnia alvei HA4597® si distingue per il suo potenziale nel supportare la gestione dell’appetito e del peso corporeo, offrendo un approccio innovativo al benessere metabolico.
Hafnia alvei HA4597® è la dimostrazione di come, all’interno di una stessa specie, un ceppo possa distinguersi per funzioni altamente specifiche. Questo esempio evidenzia quanto sia importante considerare il ceppo specifico quando si sceglie un probiotico.
Anche tra i più noti bifidobatteri e lattobacilli, la differenza tra un ceppo e l’altro può determinare effetti biologici molto diversi. Per questo motivo, leggere solo la specie sull’etichetta di un integratore probiotico non basta: conoscere il ceppo preciso è essenziale per garantirsi benefici reali, validati dalla ricerca scientifica.